Un corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione è indispensabile per lo sviluppo democratico di ogni paese. E' quanto è emerso dal seminario di studi sul "Ruolo della formazione per un modello italiano di accesso alla dirigenza locale a 20 anni dalla ratifica della Carta Europea dell'Autonomia Locale", organizzato a Roma martedì 6 luglio dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale in collaborazione con il Consiglio d'Europa.
Dal confronto tra i differenti modelli di formazione negli enti locali europei, la SSPAL ha evidenziato la lacuna presente nel sistema italiano in cui l'accesso in carriera della dirigenza locale avviene senza un preventivo corso di formazione. Il direttore della SSPAL, Baldovino de Sensi, in apertura del seminario, ha voluto ribadire con forza la necessità che, in questo periodo storico in cui in Italia si è riavviato il percorso riformatorio con il federalismo fiscale, la riforma Brunetta ed il Codice delle Autonomie, il Parlamento si faccia carico di risolvere tale anomalia.
"Dai risultati della ricerca che oggi presentiamo è emerso questo vulnus" - ha spiegato de Sensi - rispetto a ciò che avviene negli altri paesi europei come la Francia e la Germania. In Italia, infatti, si accede al lavoro dirigenziale negli enti locali a seguito di un concorso per esami, mentre nei paesi europei a noi più vicini è ormai generalizzato, dopo il concorso iniziale, il passaggio attraverso i cd corsi concorsi che, evidentemente, garantiscono una maggiore e più efficace preparazione del personale reclutato".
Un apprezzato e determinante contributo al dibattito è stato fornito dagli interventi degli altri rappresentanti del Consiglio d'Europa: Andreas Kiefer, Segretario Generale del Congresso dei Poteri Locali e Regionali, il suo predecessore Ulrich Bohner, il Vice Presidente del Congresso dei Poteri Locali, Fabio Pellegrini e Roberto Fasino dell'Assemblea Parlamentare di Strasburgo. Kiefer ha parlato dell'evoluzione della democrazia in Europa a livello locale e regionale. Bohner è intervenuto sul ruolo della Carta europea per promuovere la democrazia. Fabio Pellegrini ha ricordato come l'impatto della Carta sul Governo italiano sia una storia da riscoprire. Roberto Fasino, invece, ha illustrato la funzione del Consiglio d'Europa e il ruolo di ogni stato membro nell'organizzazione.
Su 47 membri del Consiglio d'Europa hanno sottoscritto la Carta in 44 e l'Italia si trova oggi di fronte alla sfida del Federalismo con la SSPAL che può avere un'importante ruolo nel percorso riformatore.
"Il primo report sull'Italia è stato fatto nel 1997 - ha spiegato Andreas Kiefer - e il prossimo sarà probabilmente fatto nel 2012. Ad oggi il Consiglio riesce a fare 4 - 5 report l'anno, ma pensiamo che dal 2011 i paesi ad essere monitorati saranno 10 l'anno. In futuro cercheremo poi di non limitarci a fare un'analisi della legislazione vigente in materia di Enti Locali e della sua applicazione, operazione che spesso in molti paesi non coincide, ma pensiamo di fare un vero e proprio follow up per ogni paese membro. Al termine del report il Consiglio d'Europa invia delle raccomandazioni al governo monitorato - ha concluso Kiefer - che pur non essendo obbligatorio seguirle rappresenta comunque una forma di pressione importante.





