"La formazione non è solo un costo bensì un investimento. Fornire alta formazione agli amministratori degli enti locali in tempi di federalismo è fondamentale, per questo sarà sempre più indispensabile un'azione sinergica tra le diverse Scuole di formazione" così Giulio Cazzella, direttore della SSAI, in apertura del seminario. Risulta essere proprio questo l'obiettivo del progetto FORMAL, avviato dalla SSPAL (Scuola superiore pubblica amministrazione locale) in collaborazione con la SSAI (Scuola superiore dell'amministrazione dell'Interno) e l'UPI (Unione delle province d'Italia) e con il contributo dell'Istituto Tagliacarne, che ha visto svolgersi le prime due giornate formative, dedicate ai Presidenti dei Consigli provinciali, il 15 e 16 luglio 2010. Fare formazione, trasferire conoscenza e competenza ma anche promozione di buone pratiche, permettere un confronto sulle differenti problematiche che quotidianamente possono presentarsi all'interno della macchina amministrativa dell'ente locale.
Per questo in luogo delle tradizionali lezioni frontali si è scelto di strutturare il corso in un confronto aperto tra gli esperti e i presidenti dei consigli provinciali intervenuti. Tra i temi trattati nei moduli che si sono susseguiti nel corso delle due giornate: la provincia nella nuova Carta delle autonomie, il consiglio provinciale e il suo ruolo di indirizzo, il rapporto con la giunta provinciale, la governance esterna, il rapporto tra consiglio provinciale e il circuito dei controlli e dei sistemi di valutazione dell'ente. Gli esperti invitati a confrontarsi con gli amministratori locali sono stati nella prima giornata Gian Candido De Martin, Ida Nicotra, Stelio Mangiameli e Adele Tramontano, mentre il giorno successivo sono intervenuti Pietro Barrera e Amedeo Bianchi. Tra le diverse problematiche che i partecipanti hanno messo in luce rispetto il ruolo che ricoprono all'interno dell'ente locale, è emersa con particolare forza la questione dell'emarginazione dell'organo consiliare rispetto il predominio degli organi esecutivi, sindaco e giunta. Per questo da parte loro si auspica il rafforzamento del ruolo del Consiglio nel momento di progettazione, attraverso una maggiore condivisione delle linee programmatiche, e conseguentemente nel momento della verifica, mediante un maggior controllo sull'operato della giunta. Nel dibattito politico da diversi anni si parla delle province come enti "inutili", forse per una misconoscenza delle funzioni reali che l'ente provincia svolge e del ruolo di perno del sistema amministrativo italiano che comuni e province costituiscono nell'ottica del decentramento. Durante il seminario è emerso, sia da parte dei relatori che da parte dei presidenti consiliari, l'utilità dell'istituzione provincia, incardinata nella storia d'Italia, in prospettiva della nuova Carta delle autonomie per il suo ruolo di "snodo" che solo l'ente intermedio tra regione e comune può svolgere. D'altra parte, com'è stato segnalato dagli interventi e dalle domande dei presidenti dei consigli provinciali, punto di partenza fondamentale per garantire l'autonomia degli enti locali e per realizzare una riforma in senso federale dello Stato, è la definizione di competenze certe e risorse finanziarie stabili.





